Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Sam Shaw - Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

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Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Attraverso immagini spontanee e innovative, Shaw rivoluziona l’estetica hollywoodiana tradizionale. Ne emerge un ritratto autentico che svela non solo il divo, ma anche l’uomo dietro la scena.


Ci sono fotografie così potenti da rimanere come delle vere e proprie icone riconosciute da tutti, anche da quelli che ignorano il nome di chi le ha realizzate. D’altra parte, ci sono autori così legati a un’immagine che li ha resi famosi, da essere ricordati solo o quasi per quella.

È il caso del ritratto che nel 1951 Sam Shaw realizza a Marlon Brando che indossa una sensuale maglietta bianca sul set di Un tram che si chiama desiderio, il film diretto da Elia Kazan tratto dal dramma teatrale di Tenesse Williams.

Eppure, il grande fotografo newyorkese con l’attore americano aveva stabilito un lungo sodalizio come dimostrano le fotografie qui proposte che ben illustrano lo stile personalissimo di Shaw che stava modificando, innovandola, la classica immagine hollywoodiana ben ordinata e patinata.

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Lui, invece, si faceva guidare dai suoi esordi reportagistici ed è questa la ragione per cui allo studio allestito con fondali e luci preferiva l’aria aperta, alla postura ricercata quella ricca di immediatezza. Prendiamo i ritratti: se in un caso ha scelto di sottolineare in un preciso bianco e nero il profilo dell’attore così particolare nella sua antica classicità, in un altro ha scelto il colore per immobilizzarlo sorridente con le spalle a un muro e lo sguardo in macchina in uno scatto “sporcato” dalla luce che si riflette sui soggetti.

Ma poi Shaw si concede anche una ripresa insolita con un primo piano sfocato oltre il quale compare il volto di un Marlon Brando spettinato dal vento. Qui si alternano immagini di scena – l’attore a cavallo in uno spettacolare paesaggio o davanti a una finestra – ad altre colte nei momenti di pausa con l’uomo pensieroso appoggiato a una rete o in dialogo con altri componenti della troupe.

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Quando, infine, preferisce riprese di gusto teatrale, fa emergere dal buio Marlon Brando al centro della scena o ne mette in risalto il profilo in dialogo con una collega su uno sfondo completamente nero. I cinefili riconosceranno momenti del western One-Eyed Jacks (in italiano I due volti della vendetta), l’unico film diretto nel 1961 dallo stesso attore dopo molte divergenze con altri registi.

Più che l’aspetto strettamente cinematografico qui conta la capacità di Sam Shaw – che sul set agiva liberamente non ricoprendo il ruolo ufficiale di fotografo di scena – di passare con disinvoltura dal bianco e nero al colore, dai contrasti forti a quelli delicati mantenendo sempre quello stile così profondamente legato alla realtà che non capivi se stesse fotografando l’attore o l’uomo.

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960


Biografia

Sam Shaw (New York 1912 – Los Angeles 1999) dopo il diploma alla DeWitt Clinton High School, la stessa frequentata da Richard Avedon, lavora negli anni ‘40 come fotoreporter documentando la vita di minatori, attivisti per i diritti politici, musicisti jazz, cosa che gli apre le porte della famosa agenzia Magnum Photo. Entra nel mondo del cinema da fotografo di scena diventando amico di molti attori compresa una giovanissima e non ancora affermata Marilyn Monroe che ingaggia come autista per farle guadagnare i soldi necessari a pagarsi l’affitto.

Dotato di grande talento per la pubblicità, è lui nel 1955 a mettere in posa l’attrice su una grata della metropolitana di New York che le solleva la gonna dell’abito bianco per promuovere con una fotografia diventata famosissima il film Quando la moglie è in vacanza. E sembra che anche i passanti quel giorno avessero molto apprezzato! Oltre alle scene dei film, Shaw ha realizzato ritratti dei più noti attori, registi ma anche musicisti, scrittori, artisti. Con le due immancabili Nikon al collo, una per il bianco e nero e una per il colore, si è anche dedicato al reportage, al paesaggio, allo sport con una visione poliedrica: non a caso il regista John Cassavetes lo definì “uomo rinascimentale”.


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