Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Amore e Follia"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Man With Moustache"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Tris"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Twin"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Unknown-horsewoman"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Vision I"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Walking On A Dream"

Marlon Brando in “I due volti della vendetta” (One-Eyed Jacks), 1958/1960

Isabella Accenti in "Woman In Red"

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Isabella Accenti - Amore e follia

La fotografia sa sempre stupire, soprattutto quando si presenta nelle sorprendenti variazioni che caratterizzano le opere di Isabella Accenti.


Di primo acchito a colpire è la tecnica del collage che colloca l’autrice in quella particolare dimensione in cui la fotografia stabilisce un dialogo serrato con l’arte condividendo con questa l’idea di realizzare opere in copia singola.

Isabella Accenti in "Vision I" e "Vision II"

L’idea di trasgredite l’idea della riproducibilità cara alla fotografia non ne smentisce l’appartenenza ma la arricchisce di un nuovo valore. Per realizzare quelli che definisce quadri fotografici, infatti, l’autrice interviene con un lungo e minuzioso lavoro in cui convergono tecniche digitali e interventi manuali stabilendo così un intrigante rapporto fra passato e presente. Isabella Accenti parte da una riflessione sulle immagini dell’archivio storico di famiglia ed è attorno a queste e ad altre fotografie dei primi decenni del Novecento che elabora l’idea di immergersi in un’atmosfera sospesa dove il tempo e lo spazio diventano convenzioni con cui confrontarsi.

Evidenti sono i richiami all’estetica delle avanguardie storiche che le permettono di giocare con il dadaismo, evocare il surrealismo, muoversi in una dimensione postcubista, fare i conti con la giocosità futurista. All’interno di uno spazio onirico attraversato da architetture, figure geometriche, segni grafici, pennellate di colore, frammenti di parole emergono uomini in stile belle époque, coppie in volo in stile Chagall, paesaggi urbani immaginifici, una cavallerizza elegante e altera.

Isabella Accenti "Walking On A Dream"

Quando poi sono i volti a diventare protagonisti, nei loro sorrisi come nelle loro moltiplicate posture assumono quell’autorevolezza che Isabella Accenti conferisce agli occhi che ci fissano decisi e un po’ irridenti. Se queste sono le sensazioni provate osservando le opere nel loro assieme, è avvicinandosi alla loro superficie che se ne scopre la raffinata esecuzione.

Isabella Accenti in "Twin" e "Man With Mustache"

La pregiata carta 100% cotone da lei utilizzata è sempre di altissima qualità (la sua formula risale al 1492) ma varia in finitura e grammatura a seconda del tipo di fotografie che riproduce per creare con queste ultime un ulteriore dialogo: su questa l’artista interviene più volte con fissaggi, lavature, seccature, velature cromatiche.

Isabella Accenti nel suo studio

Ne risultano opere che richiedono un’osservazione minuziosa, attenta e paziente: in tal modo ci si trova inseriti emozionalmente all’interno di un mondo dominato dalle tante suggestioni che la vera creatività sa sempre suggerire.


Biografia

Isabella Accenti (Milano, 1974) si laurea in Giurisprudenza per poi passare dalla professione in campo legale a quella di artista di ricerca in un percorso che la porta a Londra e poi, per un decennio, in Spagna vivendo esperienze fondamentali per la sua crescita personale e artistica. Rientrata in Italia nel 2011, perfeziona la sua tecnica espressiva e nel 2019 ottiene i primi importanti premi e selezioni a Milano (MIA Photo Fair) e Parigi (Paris Photo) cui seguono altre segnalazioni al Premio Cairo nel 2021 e al Premio Modigliani nel 2022.

Nelle sue opere utilizza una carta pregiata che costituisce il fondamento della sua ricerca artistica ma si esprime con approccio multidisciplinare anche in opere che spaziano dai video agli oggetti di design, accostando ricerche personali e su commissione collaborando con artisti di fama.


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